Qualcuno dice che Milano, nel cinema, sta a Roma come New York sta ad Holliwood. Di sicuro Milano, nella storia, è stata una capitale "complementare" del cinema italiano. E' qui, infatti, che si è parlato in anticipo di distribuzione ed esercizio. E' qui che si sono commercializzati i brevetti e nel 1935 il cinema Smeraldo, oggi tempio del musical, aveva già una "nursery". E' qui a Milano che nel 1920 si vendono già milioni di biglietti, è qui che gli "studios" ICET hanno un ruolo innovativo e d'avanguardia, è qui che viene fondata la Cineteca Italiana. E a Milano sono nati, oltre al gran lombardo Luchino Visconti che alla sua città, nel bene e nel male dedicò Rocco e i suoi fratelli, profumato di sociale e di melodramma, anche Risi, Ferretti, Lattuada, Soldati, Guerrasio, Celentano, Brusati, Nichetti, Olmi. Ma anche il poeta ribelle decentrato bresciano Diavoli porta onore ed oggi opera una scuola alla milanese di cineasti FILMAKER (una rassegna con le stimmate lombarde) che vanta i nomi di Salvatores, Soldini, per non dire di attori bravi e noti come la Melato, Walter Chiari, Scotti, la Miranda, Renato Pozzetto, la Bosè, Dario Fo, Franca Rame, il produttore Leo Wachter e moltissimi altri. E' questa la città che, dopo aver creato il glorioso Piccolo Teatro di Grassi e Strehler, per prima ha dato le insegne al cinema d'essai gestito dai critici (fu l'Arti, oggi regno Disney, poi venne il Ritz), sale in cui non c'era il rischio di tradimenti "commerciali" sull'arte del cinema, complici Artistico, la Rossanda, Bianchi, Morandini ed altri "eroi" che si incontravano, a prezzi ridotti, la domenica mattina.
Per prima Milano, sempre snobbata dagli uffici stampa e di promozione tutti "romanocentrici", ha creduto all'assai redditizio circuito del cinema parrocchiale (Don Gaffuri), ha lanciato il Cineclub, con dibattito anche spirituale (il centro S.Fedele, cui si deve molto nella diffusione della cine-cultura milanese), per non dire del meritevole Obraz, del Centro Studi Cinematografici, del vecchio Cineclub Pirelli (che ospitò, tra l'altro, il Festival del Neorealismo), del Brera, oltre al da poco chiuso De Amicis. Milano per prima ha inventato la grafica dei "tamburini" divertenti (gli elenchi di "cosa vediamo stasera", la guida ai film con i semafori verdi e rossi di "Stasera", le lune piene, mezze e vuote di Casiraghi sull'Unità, la famosa pagina de La Notte completa di stellette e palline).
Milano oggi resta la capitale della pubblicità, del giornalismo e della TV. Sempre all'avanguardia, Milano è stata negli ultimi anni, non a caso, la prima piazza che ha lanciato le Multisale, fino all'exploit tecnologico dell'Arcadia di Melzo.
La rivoluzione digitale, con i suoi pro ed i suoi contro, è in atto ed è comunque un momento storico per il cinema. Fermamente convinti che "film" significhi davvero e soltanto "pellicola" (all'interno del SUPER8 CLUB, la prima community di superottisti italiani, c'è il primo forum nato in Italia sul mondo del super8, nel 2001, dal quale collezionisti e filmaker hanno organizzato per la prima volta un festival italiano sulla pellicola a passo ridotto), LABORATORIO MILANO nasce dall'esigenza di contatti tra filmaker che lavorano anche in digitale (LABORATORIO CAFE), e che - soprattutto in una grande città come Milano - hanno difficoltà ad incontrarsi e confrontarsi. Il sito non percepisce soldi da nessuno e non ha altro scopo che promuovere e divulgare il cinema indipendente milanese e italiano tutto. Buona navigazione!

Denis Gianniberti